giovedì 14 maggio 2015

#Libriamo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, quando un libro è sovversivo

In un Paese in deficit di lettura è importante trasmettere le belle sensazioni che la lettura può regalare, soprattutto grazie a un libro che è capitato nella propria vita. Leggere è un viaggio intimo dentro noi stessi e per questo è importante intraprenderlo con la scelta del libro giusto. Non c'è una regola precisa per capire quale sia il libro giusto da leggere, l'importante è darsi la possibilità di scelta, perché, se il primo passo da fare è quello di iniziare a leggere, il secondo fondamentale è quello di scegliere bene.
I buoni libri migliorano la vita, ci fanno crescere e cambiano le nostre prospettive. Non bisogna mai sottovalutare la loro potenza con la consapevolezza che una vita senza lettura è più povera.
La mia sarebbe stata sicuramente anche più triste.
Anche questa settimana,

#Libriamo

Questa settimana voglio librarvi ancora le belle sensazioni che può regalare la lettura soprattutto quando una trama e un messaggio risultano così ben fatti da entrarti dentro e bruciare come fuoco vivo. È una settimana importante per i libri, è iniziato il Salone internazionale del libro di Torino, il più grande evento dedicato ai libri in Italia con oltre mille editori presenti, millecinquecento incontri, spettacoli e presentazioni e migliaia di libri. Per una volta sono questi oggetti e chi li produce a essere i protagonisti. È sempre bello quando si parla di libri.

Dal canto mio il libriamo della settimana è ancora dedicato a un romanzo distopico. Ho scoperto di amare questo genere e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury  si inserisce nel filone di George Orwell e Aldous Huxley ed è ormai un classico.



 























Titolo Fahrenheit 451
Autore Ray Bradbury
Editore Mondadori
Collana Oscar classici moderni
pp. 210 Traduttore G. Monicelli Trasposizione cinematografica a cura di François Truffaut del 1966

Un libro dedicato alla forza sovversiva della lettura.
Sì perché in una società tecnologica dove il conformismo è imperante e bisogna che le persone siano utili, sempre impegnate, di fretta e produttivi, non ci deve essere spazio per il pensare.
Per questo i libri possono essere pericolosi.
Per questo sono illegali e sovversivi.
Per questo bisogna bruciarli tutti.
Fahrenheit 451 è proprio la temperatura di combustione della carta.


Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.

La storia

 

Il protagonista della storia è Guy Montag, un pompiere sposato con Mildred, completamente inserito nel sistema e che ama il proprio lavoro. Montag però fa parte di un corpo di pompieri non inteso nella normale accezione del termine. Infatti, nel mondo futuristico in cui vive il protagonista i pompieri non spengono incendi ma li appiccano. Il regime vigente impone uno stretto controllo sulla vita e le menti delle persone. Nessuno svago non sottoponibile a controllo è permesso. Tutte le menti sono controllate e distratte da televisori, segugi robotici e radio che manipolano le menti e le tengono occupate.

Abbiamo ore libere dal lavoro, sì ma tempo di pensare? Quando non guidate la macchina  a più di cento all'ora, a un massimo in cui non potete pensare ad altro che al pericolo, allora ve ne state a giocare a carte o sedete in qualche salotto, dove non potete discutere col televisore a quattro pareti. Perché Il televisore è "reale", è immediato, ha dimensioni. Vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono. Deve aver ragione, vi dite: sembra talmente che l'abbia! Vi spinge con tanta rapidità e irruenza alle sue conclusioni che la vostra mente non ha tempo di protestare, di dirsi: "Quante sciocchezze!". Mia moglie per esempio dice che i libri non sono reali.
L'obiettivo degli incendi di Montag e colleghi è quello di combattere la sovversione al sistema rappresentata dalla detenzione di oggetti pericolosissimi perché, più di tutti gli altri, permettono la creazione di una propria idea: i libri.
Infatti nel mondo di Montag è vietato avere dei libri e se scoperti, intervengono i pompieri a bruciare la casa e i testi.

Sei felice?

Alcuni si ribellano e decidono di sacrificarsi con il loro tesoro come l'anziana donna che scoperta nel detenere grandi libri del passato decide di bruciare con tutta la casa.
Altri invece sono pienamente schiavi nel sistema, nessuno di loro è felice, come la moglie Mildred che tenta il suicidio o il capo Beatty, un ex lettore che poi è passato dall'altro lato della barricata e infarcisce Guy di retorica di regime.
Anche Montag era uno di essi, ma un incontro con la vicina Clarisse McClellan, fino a quel momento sconosciuta, gli cambia l'esistenza instillandogli il seme del dubbio sul valore della propria esistenza, con la semplice domanda se era felice.

Montag quella domanda non se l'era mai fatta, in quel mondo nessuno, eccetto Clarisse, pensava alla felicità.

Tutti sono sempre più impazienti, più agitati, più irrequieti. Le autostrade e le altre strade di ogni genere sono affollate di gente che va un po' dappertutto, ovunque, ed è come se non andasse in nessun posto. I profughi della benzina, gli erranti del motore a scoppio. Le città si trasformano in auto-alberghi ambulanti, la gente sempre più dedita al nomadismo va di località in località, seguendo il corso delle maree lunari, passando la notte nella camera dove sei stato tu oggi e io la notte passata.

Clarisse però muore e lui resta solo con questa nuova coscienza. Conosce però Faber un professore di inglese che conserva una scorta di libri.  Dopo varie forzature inizia ad aiutarlo a liberarsi dalla mistificazione a cui era stato abituato fino a quel momento e a cominciare una clandestina ribellione. Scopre il valore del libro, il simbolo che lui bruciava ogni volta che usciva per una spedizione con la sua squadra e questo gli cambia il punto di vista. Non fa più parte di quella maggioranza compatta e inerte, che Faber definisce "la bovina mandria compatta e inerte detta maggioranza. Ah buon Dio, la terribile tirranide della maggioranza.Tutti sappiamo la nostra canzone da intonare. E sta a te ora sapere con quale orecchio ti convenga ascoltare."

La fuga


La moglie finisce per denunciarlo alla polizia come possessore di libri. Sarà Guy stesso a bruciare la sua casa e i suoi libri per poi scappare, inseguito dalla polizia, oltre il fiume che separa la città dalla campagna. Al suo posto la polizia arresta ed uccide un innocente nella necessità di assicurare comunque un colpevole alla "giustizia".
Montag dopo la fuga si unisce a un gruppo di ribelli, capitanati da Granger, che lottano per mantenere viva la memoria letteraria dell’umanità. Infatti, ognuno di loro ha memorizzato un testo letterario così, come nuovi trovatori, alla fine della loro guerra potranno trasmettere le storie alle generazioni che verranno.
Un bombardamento distrugge completamente la città e permette a Guy e ai nuovi compagni di ritornare per iniziare una nuova fase di ricostruzione del nuovo mondo, non solo fisica ma intellettuale.
C'era un buffissimo uccello chiamato Fenice, nel più remoto passato, prima di Cristo, e questo uccello ogni quattro o cinquecento anni si costruiva una pira e ci si immolava sopra. Ma ogni volta che vi si bruciava , rinasceva subito poi dalle sue stesse ceneri, per ricominciare. E a quanto sembra , noi esseri umani non sappiamo fare altro che la stessa cosa, infinite volte, ma abbiamo una cosa che la Fenice non ebbe mai. Sappiamo la colossale sciocchezza che abbiamo appena fatta. Conosciamo bene tutte le innumerevoli assurdità commesse in migliaia di anni e finché sapremo di averle commesse e ci sforzeremo di saperlo, un giorno o l'altro la smetteremo do accendere i nostri fetenti roghi funebri e di saltarci sopra. Ad ogni generazione, raccogliamo un numero sempre maggiore di gente che si ricorda.

È sempre la memoria che sta alla base del futuro di un Paese. Quello in cui viviamo oggi non brucia libri ma idee, cultura e memoria pensando che sia tutto inutile.
Sta a noi credere che ne valga la pena preservarla affinché si possa ricostruire e sperare di rinascere come la fenice.