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venerdì 25 aprile 2025

W il 25 aprile sempre

 

Il 25 aprile è divisivo, come è stata divisiva la storia di questa repubblica, nata da una dittatura e una feroce guerra civile. Il 25 aprile è nato da una guerra tra italiani. Tra chi ha scelto di combattere per la dignità e la libertà di un paese e chi ha invece continuato con l'ignominia della guerra nazifascista. Il 25 aprile nasce da una lotta a una dittatura fascista violenta e liberticida lunga più di vent'anni. Dal sacrificio dei partigiani e dal silenzio di chi prima stava da una parte e silenziosamente ha poi cambiato lato. Per questo il 25 aprile non può essere di tutti. Il 25 aprile non può essere dei nostalgici. Non può essere di chi ha nostalgia di un mondo autoritario, fascista, nazionalista e razzista, che fortuna sua non ha vissuto, ma verso cui si vorrebbe riportare la contemporaneità. Il 25 aprile non può essere di chi si rammarica che non abbiano vinto gli altri. Il 25 aprile non può essere di chi pensa che siano tutti uguali. Il 25 aprile non può essere nemmeno di quella maggioranza silenziosa indifferente che non prende mai posizione. Non può essere di chi dà tutto per scontato pensando di essere nato in un mondo libero e non invece liberato. In questi tempi bui è sempre più difficile resistere, ma oggi più di prima è necessario prendere posizione. Perché non si celebra la libertà, ma la liberazione, che è un atto di coscienza civile che si dovrebbe mettere in pratica ogni giorno. Per questo non sopporto chi non parteggia. "Ora è sempre resistenza". W il 25 aprile sempre.




giovedì 25 aprile 2019

Viva il 25 aprile

Il 25 aprile non ha colore partitico, ma unione.
Il 25 aprile è Antifascista.
Il 25 aprile è di tutti i partigiani, di qualsiasi colore politico.
Il 25 aprile è dei comunisti, socialisti, repubblicani, popolari, cattolici, riformisti, conservatori, liberali di sinistra, centristi, o quelli di destra.
Il 25 aprile è anche di chi ignora cosa si festeggi, è anche di chi dà per scontato la libertà che abbiamo oggi, è anche di chi non vuole festeggiarlo.
Il 25 aprile è addirittura anche di chi si professa, ancora una volta, nonostante tutto fascista, anche "dei non sono razzista ma" , nonostante le vittime, nonostante il sangue versato e nonostante la storia, perché ciò che è nato dal 25 aprile glielo permette.
Il 25 aprile è della Costituzione. Proprio grazie a questa che si ha anche il diritto di poter addirittura dire che si è fascisti, di manifestare in piazza, di ostentare degli stupidi striscioni e di non essere perseguitato, di non essere mandato in esilio, arrestato o internato nei campi di concentramento.
Il 25 aprile è di tutti i perseguitati e discriminati.
Il 25 aprile non è di parte, il 25 aprile è di tutti. Perché ciò che ne è venuto fuori, non sarà perfetto, ma ce lo siamo costruiti noi.
Il 25 aprile è memoria, perché proprio mantenendo viva la memoria di quei giorni possiamo mantenere viva quella libertà conquistata. Perché una società senza memoria è una società non libera e facilmente manipolabile. Senza memoria non si ha futuro e la memoria dà consapevolezza di ciò che è successo e di quello che accade ora perché la memoria dà vigore al significato della Resistenza e fa in modo che "Bella ciao" non sia una semplice canzone nazionalpopolare da serie tv o discoteca.
Il 25 aprile è di tutti quei nomi sulle strade.
Il 25 aprile è di tanti lasciati lì senza ricordo.
Perchè tra la pillola blu e la pillola rossa sceglieremo sempre la pillola rossa.

Viva il 25 aprile e la nostra liberazione.