In un Paese in deficit di
lettura è importante trasmettere le belle sensazioni che la lettura può
regalare, soprattutto grazie a un libro che è capitato nella propria
vita. Leggere è un viaggio intimo dentro noi stessi e per questo è
importante intraprenderlo con la scelta del libro giusto. Non c'è una
regola precisa per capire quale sia il libro giusto,
l'importante è darsi la possibilità di scelta, perché, se il primo passo
da fare è quello di iniziare a leggere, il secondo fondamentale è
quello di scegliere bene.
I
buoni libri migliorano la vita, ci fanno crescere e cambiano le nostre
prospettive. Non bisogna mai sottovalutare la loro potenza con la
consapevolezza che una vita senza lettura è più povera.
La mia sarebbe stata sicuramente anche più triste.
Anche questa settimana,
#Libriamo
Il percorso verso la finale del Premio Strega 2015 è arrivato fino al giorno della proclamazione del vincitore del prestigioso premio della Fondazione Bellonci.
Questa sera, infatti, verrà proclamato il vincitore del Premio Strega 2015 tra i cinque finalisti.
Con i Libriamo di queste settimane vi ho dato qualche spunto di riflessione che potete riprendere in questa piccola sintesi.
La Ferocia di Nicola La Gioia
La Sposa di Mauro Covacich
Chi manda le onde di Fabio Genovesi
Come donna innamorata di Marco Santagata
Storia della bambina perduta di Elena Ferranta
Qual è il vostro libro preferito tra questi e quale meriterebbe la vittoria per voi?
Intanto con il Libriamo di oggi vi parlo del quarto finalista, il libro di Marco Santagata e del suo romanzo "Come donna innamorata".
Titolo Come donna innamorata
Autore Marco Santagata
Pagine 179
Editore Guanda
Marco Santagata ci racconta un Dante diverso, almeno dal punto di vista del narrante. Questa storia che è una biografia romanzata, un ibrido, in cui i fatti e le visioni dell'artista si intrecciano con personaggi della Firenze medievale, sembra quasi trasposta nel nostro mondo moderno, dandoci la sensazione di percepire realmente le sensazioni del grande artista, quel sentire "umano troppo umano", che avvicinano Alighieri all'uomo qualunque che vive di umori, di insicurezzie e di paure nel suo tempo e che riviviamo insieme a lui. Santagata mescola realtà e finzione nella vita di quello che era quindi prima di tutto un uomo, oltre che un grande scrittore, un marito e un
personaggio pubblico. Uomo fatto di passioni, delusioni e
rammarichi.
Lui era fatto così: si agitava nel buio senza intravedere il più piccolo spiraglio e poi una improvvisa illuminazione rischiarava a giorno la strada da percorrere. Avrebbe riparato scrivendo un libro.
