domenica 10 aprile 2016

Realtà a tre dimensioni: la libertà dei capitali e del lavoro e i confini delle persone


Esistono realtà parallele che si sovrappongono, realtà antitetiche che seppure contraddittorie, coesistono sullo stesso piano. Non parlo di mondi paralleli, né di altre dimensioni e nemmeno faccio riferimento a cervellotici film o a una puntata di Lost, ma del nostro spazio/tempo e della nostra realtà. Diverse percezioni che guardano la stessa dimensione da un punto di vista diverso.
In questi giorni su tutti i mezzi d'informazione si tratta dello scandalo delle società offshore a Panama. Una realtà nota a tutti è diventato uno scoop mondiale.



I cosiddetti "Panama papers" non ci hanno detto nulla di nuovo, era risaputo che Paesi come Panama fossero paradisi fiscali. Quello che ha lasciato sorpresi è forse vedere quanto sia stato facile esportare capitali all'estero un po' per tutti. 
Nel sistema capitalista occidentale i capitali hanno libertà di movimento verso quei Paesi che offrono condizioni migliori. Con i miliardi non si è razzisti.


La seconda dimensione dei reietti 

Si è razzisti solo con gli individui, ecco che entriamo nella seconda dimensione, quella che è invece chiusa alle persone. Al contrario dei capitali, gli individui non godono della stessa libertà. Se infatti i capitali possono viaggiare liberamente, le persone sono invece bloccate e chiuse nei confini, o meglio sono chiuse quelle che non hanno soldi per spostarsi. 
Chi fugge da guerre o è alla ricerca di migliori condizioni di vita o di lavoro, condizioni che spesso sono create da buona parte di quei capitali occidentali che cercano di moltiplicarsi ancora di più, sono reietti.
Non si parla solo di Siria, di cui Indomeni è ormai diventato il simbolo della fuga fallita, ma ce ne sono tanti altri.

Una banalità ormai diventata regola aurea è quella che vede il capitale muovere il mondo e capace di rendere libero e degno di essere preso in considerazione. Se non si portano soldi non si è nulla.

La terza dimensione del lavoro

Tra i capitali e gli individui si muove la terza dimensione quella del lavoro, che in quella che è considerata la periferia del mondo, non rende liberi, ma schiavi. Il lavoro ha una peculiarità molto curiosa, come i capitali ormai si muove liberamente verso quei Paesi che sono paradisi fiscali perché capaci di offrire condizioni migliori non per i lavoratori, ma per gli imprenditori, che si concretizzano in salari più bassi e tutele quasi inesistenti.
Almaviva ne è un esempio e caso scuola, i tremila che rischiano di perdere il lavoro rischiano a causa di un mercato del lavoro drogato da sussidi statali, inerzia dello Stato a far rispettare norme o a evitare che il lavoro potesse facilmente essere delocalizzato.


Paradosso

Un Paese che invecchia, in crisi di fiducia con sempre più capitali e lavoro verso l'estero, con giovani dalle poche speranze che trovano anch'esso nell'emigrazione l'unica speranza.

Con tutte le risorse che vanno all'estero qual è la realtà che stiamo costruendo?

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