Visualizzazione post con etichetta Tsipras. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tsipras. Mostra tutti i post

sabato 4 luglio 2015

#LaDedicaDellaSettimana n.13 alla Grecia, perché non c'è Europa senza Grecia e non c'è Grecia senza Europa.

Siamo tutti oggetto di manipolazione e disinformazione organizzata. Le notizie sono semplici fatti, sta a chi informa diffonderle o manipolarle. La narcolessia mediatica è proprio quella che ci propina chi oscura e manipola il mondo dell'informazione. Cercare di uscire da questo sistema perverso è dovere di qualsiasi essere pensante.

La dedica della settimana 

Fatta l'Italia ora dobbiamo fare gli italiani, avrebbe detto Massimo D'Azeglio all'alba dell'unità d'Italia, osservando la natura forzata dell'unificazione italiana, più aggressione a uno Stato che risorgimento vero. Il motto potrebbe essere tranquillamente trasposto all'Europa e a quel progetto di integrazione e unificazione che col tempo si è sviluppato, forse di più rispetto alle reali iniziali intenzioni e che comunque, nonostante tutte le divisioni e le differenze, ha raggiunto un grande e apparentemente impossibile obiettivo, quello cioè di pacificare un continente sempre diviso tra nazioni bellicose e diffidenti tra loro, causa delle due più grandi guerre della storia recente.

Un'unione di pochi stati, che si è allargata sempre di più in risposta alla guerra fredda e alla cortina di ferro, ha poi accolto i Paesi dell'Europa dell'est. Parliamo di libera circolazione delle persone, di merci, di mercati,  di economie e di un'unica moneta, l'Euro. L'Europa unita è stato un grande passo per il continente, una grande rivoluzione però è rimasta incompiuta, perché non è mai riuscita a staccarsi dagli egoismi dei singoli stati. Non si è mai avuto il coraggio di una vera politica europea.

Più che fare gli europei bisognerebbe creare un vero sentire comune europeo, lontano dagli egoismi dei singoli Stati, tale da costringere quelli più evoluti a mettere in condivisione anche il loro benessere.

La questione delle migrazioni e soprattutto quella greca ne sono il manifesto. Siamo arrivati a quel punto di rottura del progetto europeo, una situazione ormai insostenibile e pronta a esplodere.

Col referendum i greci decideranno il loro futuro, la propaganda politica sta strumentalizzando queste decisioni come se fossero un sì o un NO all'Europa. In realtà non è così.


Anche se vincesse il NO la Grecia non sarebbe fuori dall'Euro, non sarebbe fuori dall'Europa. Non potrebbe essere estromessa, perché non esiste una via d'uscita dall'Euro.



Contro ogni mistificazione e strumentalizzazione La dedica della settimana n. 13 è per la Grecia e il suo popolo, chiamato a prendere una decisione troppo grande, in un referendum che forse non si sarebbe dovuto indire, perché il futuro stesso dell'Europa è appeso a un filo e le decisioni prese di pancia e cavalcate dalla demagogia fanno solo male.



mercoledì 28 gennaio 2015

Da Tsipras a Podemos alla ricerca di una soluzione di sinistra alla crisi europea

Una chiave di lettura della vittoria di Tsipras oltre ogni paura ideologica



Le elezioni greche hanno dominato sui social network e in televisione accentrando l'attenzione di tutti come mai era stato per il Paese ellenico sempre un po' ai margini dell'Europa se non per paragoni di crisi e difficoltà economiche.

La netta vittoria di Syriza e di Tsipras in prima persona, a un passo dellla maggioranza assoluta, rappresenta un forte messaggio e una netta inversione di tendenza rispetto al passato.

Quanto conta la politica e quanto i singoli governi nazionali possono influire nell'equilibrio economico di un Paese? Nell'ultimo periodo è sembrato sempre meno a causa delle stringenti misure europee e per la politica comune che ha tolto quasi tutta l'autonomia ai governi locali.

Il programma di Tsipras appare un'inversione di tendenza.

Miraggio di una sinistra vincente
















Diciamola tutta, qui in Italia non siamo abituati a una sinistra così vincente, infatti, mel nostro Paese anche nei periodi di più forte crisi del berlusconismo, i sedicenti partiti di sinistra sono sempre riusciti a ottenere al massimo una vittoria risicata, con margini di governo minimi.