martedì 2 dicembre 2014

Parte la caccia mediatica all'audience sulla morte di Loris

È inevitabile in questi giorni provare sconcerto e tristezza per quanto accaduto al piccolo Loris.
L'atto barbarico che si è scatenato su un piccolo bambino innocente non ammette alcun movente e nessuna assoluzione.


Come è facile aspettarsi, ci saranno tempi lunghi per le indagini. Si parla di poca collaborazione nella città e difficoltà delle indagi.
Ugualmente, sarà facile aspettarsi anche una lunga epopea di indagini televisive sul piccolo Loris.
Come il passato ci insegna, i media e la televisione hanno trovato l'ennesimo obiettivo, l'ennesimo oggetto dei loro servizi e delle interminabili trasmissioni per riempire palinsesti.
Si sta per scatenare la caccia all'odiense, la gara a rubare lacrime indiscrete a parenti e vittime che saranno travolte dall'eccesso mediatico che gli si sta scatenando contro.
Chi l'ha visto, Porta a porta, Barbara d'urso e l'esercito mediatico televisivo hanno invaso Ragusa come era facile aspettarsi.

Ricomincia il bombardamento mediatico 24h/24 sul caso di questo povero bambino ucciso, sulla sua famiglia, sul suo assassino. Si susseguiranno a reti unificate le opinioni degli esperti sul dna, il cacciatore, i testimoni e la città che non parla.
Si rivendica il diritto dei media a indagare su tutto, vita morte e miracoli di chiunque e ci si indignerà quando le persone coinvolte non vorranno partecipare al teatrino.
Mentre ci sarà chi acquisirà visibilità nel circolo.



Dimentichiamoci del plastico, non appena lo troveranno, ci sarà l'analisi dello zainetto del piccolo bimbo.
Ci sarà quella degli stivali del cacciatore e di chiunque venga citato nelle indagini.
Nelle prossime settimane non si parlerà che di questo, scordatevi tutto il resto.

Come se questo martellamento mediatico servisse a riportare il piccolo Loris in vita o riuscisse a rintracciare l'assassino.
Sarà una gara a chi riuscirà  a sviscerare meglio i particolari di quella vita spezzata e di chi gli è intorno, nascosta sotto la pretesa di portare a galla la verità.
Saranno preghiere su facebook, indagini e sentenze in tv e lacrime "televisivizzate".
Ma sarà solo show, solo audience per sfruttare la ferita aperta dello spettatore.

Sulle spoglie violate di una povera vittima innocente ci sarà il ballo degli sciacalli che lo ammazzeranno più volte.

Ma è l'ennesimo deja vu in un Paese per vecchi salottieri che attende soltanto di eccitarsi per l'ennesimo caso di cronaca nera.

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