Siamo tutti oggetto di manipolazione e disinformazione organizzata. Le
notizie sono semplici fatti, sta a chi informa diffonderle o
manipolarle. La narcolessia mediatica è proprio quella che ci
propina chi oscura e manipola il mondo dell'informazione.
Cercare di uscire da questo sistema perverso è dovere
di qualsiasi essere pensante.
La dedica della settimana
Questo spazio è ormai diventato una dedica alla memoria di eroi, figure entrate nella nostra storia e purtroppo perdute da uno stato che, volutamente con la esse minuscola, non le ha mai meritate.
Questa settimana ricordo una data che è una ferita.
Questo è il giorno in cui ammazzarono un uomo giusto. Questo è il giorno in cui ammazzarono Giovanni Falcone e la dedica della settimana n.7 non poteva che essere rivolta alla sua memoria e a quella di chi morì con lui.
In un Paese che ha bisogno di vedere il sangue e odorare polvere da sparo per poter accorgersi degli eroi, non bastano mille lacrime vuote per poter piangere un vero uomo delle istituzioni, prima combattuto e poi isolato.
Un eroe morto di mafia di stato, perché per citare lo stesso giudice.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.
Per Giovanni Falcone.
La mafia sbanda,
la mafia scolora
la mafia scommette,
la mafia giura
che l'esistenza non esiste,
che la cultura non c'è,
che l'uomo non è amico dell'uomo.
La mafia è il cavallo nero
dell'apocalisse che porta in sella
un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.
La mafia li commemora
con ciclopici funerali:
così è stato per te, Giovanni,
trasportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.
Alda Merini